Videogiochi, la prova di Star Wars: Battlefront 2

Una nuova campagna single player, campi di battaglia sempre più belli, ma un sistema di progressione da rivedere in questo nuovo titolo Electronic Arts


Pubblicato il 03/12/2017

Scambiarsi colpi di folgoratore sulla seconda Morte Nera con gli allarmi che ti rimbombano nelle orecchie, sfrecciare col tuo Tie Fighter tra le difese ribelli per distruggere le difese di una corvetta corelliana, sbaragliare i nemici sfruttando i poteri della Forza.  

 

Queste le affascinanti premesse di Star Wars: Battlefront 2, gioco per PS4, Xbox One e PC che per la seconda volta ci permette di scontrarsi in gigantesche e affascinanti arene multiplayer, stavolta con la ciliegina sulla torta di una campagna dedicata a chi vuole anche vivere una nuova storia nel mondo di Star Wars

 

 

Nei panni dei cattivi  

La grande novità di quest’anno è ovviamente la modalità single player, scritta da Walt Williams, autore di quello Spec Ops: The Line che viene spesso citato come modello di scrittura di un videogioco moderno. Il fulcro di tutto è Iden Versio, guerriera espertissima al servizio dell’Impero che comanda la temibile Inferno Squad, una squadra speciale che agisce dietro le linee nemiche. Tuttavia nel corso dell’avventura vestiremo anche i panni di altri personaggi decisamente più noti agli appassionati, con tanto di finale a sorpresa che in qualche modo si allaccia a Episodio 8 , suggerendo l’eventuale origine di Rey. 

 

Nel corso delle cinque ore circa necessarie per terminarla, un po’ poche a dirla tutta, la storia vive di alti e bassi, mescolando sequenze veramente esaltanti con decisioni narrative un po’ assurde che a tratti smorzano l’entusiasmo accumulato nella parte iniziale, che resta probabilmente la migliore. Nonostante i suoi difetti questa sezione si lascia giocare veramente con piacere, vuoi per la possibilità di cambiare approccio in base all’arma e alle abilità scelte, vuoi per la varietà di situazione e soprattutto per il suo inserirsi perfettamente a metà tra le parti più drammatiche di Rogue One e le scene più spettacolari di Episodio VII. Peccato solo che sia così breve e per alcuni tentennamenti narrativi, altrimenti avremmo aperto la petizione per farne un film vero e proprio. 

 

 

 

Guerre spettacolari  

Niente da dire invece per quanto riguarda il comparto tecnico. Esattamente come il capitolo precedente, Battlefront 2 è un prodotto pensato per emozionare i fan di Star Wars con mappe bellissime e un sonoro incredibile. Le lussureggianti foreste di Khashyyyk, gli austeri corridoi della Base Starkiller, la frenesia degli scontri tra astronavi e i familiari toni marroni del souk di Tatooine sono ripresi alla perfezione, tanto che ogni tanto verrebbe voglia di fermarsi un attimo per ammirare l’incredibile fedeltà dei dettagli. Un bel videogioco non è fatto da una bella grafica ma sarebbe scorretto negare che in Battlefront 2 questo aspetto pesa tantissimo, visto quanto la saga di Star Wars è entrata a far parte del nostro immaginario visivo. 

 

Nel multiplayer le sfide a nostra disposizione sono abbastanza classiche: eliminazione, cattura la bandiera, controllo di un determinato territorio e così via. Quella che coinvolge il maggior numero di giocatori si chiama Assalto Galattico ed è uno scontro a più fasi fra 40 giocatori in cui il caso regna supremo ma l’esaltazione e tanta, a patto di non girare l’angolo e trovarsi di fronte una spada laser. La sua versione spaziale si chiama Assalto Caccia Stellari e vedrà fronteggiarsi due schieramenti di astronavi in scontri degni della Battaglia di Yavin in cui è fondamentale non fermarsi mai e controllare sempre alle proprie spalle per evitare che qualcuno ci agganci con una torpedo mentre siamo impegnati a colpire i nostri avversari. Torna anche la modalità in cui potremo usare soltanto gli eroi in scontri divertenti velocissimi in cui Kylo Ren potrà incrociare la spada con Yoda e Boba Fett potrà avere la sua vendetta con Han Solo.  

 

Rispetto all’anno passato va detto che è venuto meno l’effetto sorpresa, quindi per quanto sontuoso lo spettacolo offerto non ha lo stesso impatto e non regala forse le stesse emozioni del passato. Inoltre alcune mappe sembrano eccessivamente sbilanciate in attacco o in difesa, un problema che affligge soprattutto le più grandi dove in alcuni casi è praticamente impossibile riuscire a coordinare tutti i giocatori per lavorare al bene comune. 

 

Un ottimo cambiamento riguarda i personaggi e i mezzi speciali che potremo utilizzare durante gli sconti per avere un vantaggio tangibile. In passato bisognava trovarsi al momento giusto nel punto giusto in cui sarebbe comparsa l’icona che sbloccava questi potenziamenti, adesso si sbloccano accumulando punti durante la partita. Da una parte è un peccato perché i giocatori peggiori non avranno mai la possibilità di capire cosa si prova a mulinare la doppia spada laser di Darth Maul, dall’altra questo è senza dubbio un incentivo a migliorarsi. 

 

 

Pagare per vincere  

Il problema più grosso di Battlefront 2 riguarda la progressione del personaggio e qua è importante fare una piccola premessa. I giochi multiplayer si basano molto sulla gratificazione del giocatore dopo ogni scontro, ponendogli degli obiettivi a breve, medio e lungo termine con sblocchi progressivi di nuove armi e nuove abilità, facendogli percepire la propria crescita e dandogli sempre un motivo per tornare. 

 

Sotto questo punto di vista Battlefront 2 risulta senza dubbio carente, perché ci sono alcuni sblocchi legati a quanti avversari eliminiamo con una data arma che ci garantiscono l’accesso a quelle successive e ad alcune migliorie, ma nella stragrande maggioranza dei casi la progressione è affidata a carte casuali che possiamo ottenere spendendo i crediti accumulati nel gioco. Questi crediti possono anche essere utilizzati per sbloccare nuovi personaggi speciali, come Darth Vader, Luke Skywalker o Chewbacca, oltre a quelli già disponibili. 

 

Le carte sono la chiave per salire di livello e grazie a loro potremo far ricaricare più velocemente le abilità della nostra classe, incassare più colpi, avere armi che si surriscaldano meno o sbloccare abilità aggiuntive. Per quanto la bravura personale resti il fattore più importante è chiaro che in alcuni casi queste carte possono rappresentare un vantaggio tangibile, gestito totalmente a caso. 

 

Questo sistema oltre a essere fastidioso ha generato un vespaio di polemiche perché poco prima del lancio del gioco era possibile usare soldi veri per acquistare queste espansioni casuali e, tecnicamente, ritrovarsi con abilità migliori semplicemente spendendo più degli altri. 

 

 

Una scelta decisamente brutta, sia a livello di meccaniche di gioco che puramente filosofico, in parte tenuta a freno dalla naturale progressione del personaggio, quindi anche i giocatori disposti a spendere molti soldi non si sarebbero improvvisamente trasformati in guerrieri invincibili, ma l’idea stessa di questa possibilità ha scatenato la comunità di videogiocatori che ha fatto sentire forte il suo parere e le sue intenzioni di boicottare il gioco. 

 

La magnitudine della protesta è stata tale da causare un immediato dietrofront da parte di Electronic Arts (pare anche dopo una sollecitazione da parte di Disney) che ha per il momento eliminato ogni microtransazione e abbassato il costo per ottenere gli eroi aggiuntivi. Peccato si sia dimenticata di segnalare che anche le ricompense sarebbero state ritoccate verso il basso. Inoltre, non è detto che in futuro, dopo aver calibrato meglio le cose, l’acquisto di casse non torni nuovamente a fare capolino. 

 

Di sicuro abbiamo assistito a caso abbastanza unico in cui per la prima volta le lamentele del pubblico contro i giochi percepiti come servizio ha avuto un riscontro tangibile, vuoi perché Star Wars è un marchio molto sentito, vuoi perché Electronic Arts non gode del loro favore, vuoi perché questo genere di entrata, sempre più importante, è vista sempre peggio dal pubblico, soprattutto quando in gioco non ci sono soltanto dei vestiti nuovi per il personaggio o pose vittoriose, ma un effettivo vantaggio su chi giustamente non vuole spendere altri soldi oltre a quelli del gioco. Un problema che in alcuni casi ha portato i governi locali a volerci capire meglio, per identificare eventuali situazioni assimilabili al gioco d’azzardo. 

 

 

Verdetto finale  

Una campagna single player ben inserita nell’universo cinematografico, il consueto spettacolo visivo e sonoro controbilanciano il sistema di avanzamento casuale, che si rivela l’unica vera grande pecca di un gioco divertente e accessibile, pensato ovviamente per emozionare e divertire chi sente un brivido ogni volta che ascolta il tema composto da John Williams. Adesso però Electronic Arts dovrà stare attenta per l’eventuale terzo capitolo, gli occhi di tutto il settore sono su di lei, forse è il caso di pensare un modello di business meno inviso al proprio pubblico. 

 

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