Dieci canzoni di Natale che non sono di Natale

Dai The Pogues agli Zen Circus, passando per Tom Waits e i Pearl Jam


Pubblicato il 07/12/2017

Fairytale of New York è una delle canzoni di natale più famose (e redditizie) di sempre, almeno nel mondo anglosassone. Un brano che utilizza il tema natalizio per raccontare una vicenda che di natalizio ha ben poco. Dai Pogues a Piero Ciampi, passando per Tom Waits e gli Zen Circus, anche il giorno dei regali e delle renne può servire da spunto per raccontare il mondo che ci circonda.  

 

The Pogues - FairyTale of New York  

Nasce tutto dal sogno di un ubriaco irlandese, chiuso in una cella del dipartimento di polizia per smaltire la sbornia. La visione ha le sembianze di una donna, che inizia a litigare con lui. Così i due raccontano una storia fatta di droga, alcolismo e perdizione in una New York fredda e buia a pochi giorni da natale. Comincia così, FairyTale of New York, racconto «natalizio» cantato da Shane McGowan (accompagnato dalla voce femminile di Kirsty MacColl) e suonato dai suoi Pogues. Nel 2014, in un sondaggio commissionato dal servizio streaming Blink Box Music, il brano è stata votato dagli utenti britannici come la miglior canzone di natale di tutti i tempi. 

 

Piero Ciampi - Il Natale è il 24  

Piero Ciampi è il cantautore reietto e disperato, che negli anni ‘60 e ‘70, scriveva canzoni di alcolismo, disperazione e perdizione. La sua «Il Natale è il 24» si svolge in una vigilia di Natale, passata, tra sesso a pagamento e bicchieri di vino in osteria. Sullo sfondo, storie di separazioni, malattia, morti e tossicodipendenza.  

 

Tom Waits - Christmas Card from a Hooker in Minneapolis  

Il Natale come stratagemma narrativo per raccontare la storia di una ragazza che scrive la cartolina al suo ex ragazzo. Gli dice di stare bene, che si è fidanzata con un uomo che suona il trombone. In realtà, il colpo di scena: la donna sta scrivendo dalla cella di una prigione e ha bisogno di denaro per pagarsi la cauzione. Come buona parte della discografia di Tom Waits, il brano racconta la vita di reietti e disperati: in questo caso si tratta di una prostituta di Minneapolis.  

 

The Fall - (We Wish You) a Protein Christmas  

Che Mark E.Smith sia ossessionato dal Natale è un dato di fatto. Fin dal debutto dei suoi Fall (Live at The Witch Trial), ha trattato il tema natalizio a suo modo. A più di vent’anni di distanza, nel 2003, la creatura del cantante inglese ritorna con «(We Wish You) a Protein Christmas», un brano bizzarro, tra tastiere e parole senza senso, tutto dedicato alla festività più odiata (e amata) da Smith.  

 

Zen Circus - Canzone di Natale  

Canzone di Natale chiude «Andate tutti affanculo», uno dei lavori più amati degli Zen Circus. Con questo «lamento di un tossicodipendente», la band pisana rende omaggio a Piero Ciampi con un brano che ne riprende le atmosfere narrative. «Sono a secco, ’sto natale. Dio, fa che non stia così male», canta Appino nel brano. 

 

Pearl Jam- Let Me Sleep (It’s Christmas time)  

«Let Me Sleep» è un brano poco considerato dalla critica, ma molto amato dai fan, tanto che spesso la band di Seattle lo ripropone dal vivo. Inserita all’interno della raccolta «Lost Dogs», Il brano affronta in chiave universale, il tema del natale inteso come momento di pausa dalle sofferenze del mondo. 

 

Galaxie 500 - Listen, the snows is falling  

I Galaxie 500 riprendono un brano di Yoko Ono e lo rendono ancora più dilatato dell’originale. La cover, inserita nell’album «This is our music» (uscito nel 1990), racconta della neve che cade, da Londra a New York, passando per Tokyo e Parigi. Una canzone, che ha un significato politico. ma anche personale e esistenziale. 

 

The Sonics - Don’t believe in Christmas  

«Don’t believe in Christmas» è una canzone contenuta nella riedizione di «Here are the Sonics», il disco di debutto della storica band di Tacoma. Il brano è uno sfregio alla tradizione, alle credenze dei genitori. Un concentrato di ironia racchiuso in quasi due minuti di tastiere e chitarre.  

 

Death Cab for Cutie - Christmas (baby please come home)  

«Christmas (baby please come home)» è un classico del compositore e produttore Phil Spector. Pubblicato nel 1963, si tratta di un brano ripreso anche da Mariah Carey e Michael Bublé. Questa versione però, si allontana dalle atmosfere soul e lo rilegge in chiave indie rock. La canzone utilizza musica e parole per raccontare l’attesa di una persona cara, tra chitarre semi acustiche e tocchi di pianoforte.  

 

Loudon Wainwright III - I’ll be killing you (this Christmas)  

Loudon Wainwright III è il papà dei più famosi Rufus e Martha, cantautori e performer di fama internazionale. Loudon invece è conosciuto solo negli Stati Uniti, ed è un raffinato cantautore satirico e di protesta. Pubblicata nel 2014, «I’ll be killing you (this Christmas)» utilizza il tema natalizio per denunciare la diffusione delle armi da fuoco nel Paese. Non una canzone da cantare sotto l’albero ma un’invettiva contro l’N.R.A (National Rifle Association). 

 

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