Storie di ordinario microcredito, tutti imprenditori dal business plan alla restituzione del prestito
Storie di ordinario microcredito, tutti imprenditori dal business plan alla restituzione del prestito
L'esperienza vincente di PerMicrolab, 70 mentori che accompagnano chi ne ha bisogno
walter passerini
12/12/2017

C’è il trentenne sardo che riprende la ricetta della nonna e produce un amaro che vince il Vinitaly 2017 e c’è la ragazza messicana che a Treviso apre una stireria. C’è la (ex) badante ucraina che oggi gestisce a Napoli un mini-market e ci sono i giovani di Gogol, l’ostello milanese che è diventato caffé letterario e punto di incontro anche per la gente del quartiere. Il microcredito colleziona esperienze positive e serve a soggetti deboli per emergere nel panorama della microimpresa. Uno dei protagonisti del settore è PerMicroLab, un’associazione senza scopo di lucro. “Il microcredito non è un finanziamento a fondo perduto, non è un credito della speranza dato sulla base del solo bisogno - spiega il presidente Corrado Ferretti - C’è una bella differenza tra il bisogno puro e il bisogno con capacità di restituire e noi ci rivolgiamo a coloro che hanno bisogno ma che pensiamo possano restituire il prestito. Per questo siamo selettivi”. Ferretti è anche presidente di PerMicro, società di credito sociale specializzata in microcrediti. Nata a Torino nel 2007, presente oggi con 14 filiali in 11 regioni, 60 dipendenti, un volume d’affari di 6 milioni di euro l’anno, PerMicro è considerata uno dei modelli di business di successo: in dieci anni di attività PerMicro ha erogato 17.242 microcrediti (2.655 per le imprese, 14.587 per le famiglie) per un totale di oltre 120 milioni. Il 2017 si chiuderà con circa 26 milioni di erogato. Nonostante PerMicroLab sia una onlus giuridicamente autonoma rispetto alla società PerMicro, le attività svolte dai due soggetti si intrecciano fortemente.  

“Ci rivolgiamo a persone che hanno bisogno come gli altri - continua Ferretti - ma che possiedono le caratteristiche per varcare la soglia che divide la bancabilità dalla non bancabilità. Qui si inserisce il lavoro dell’associazione PerMicroLab, un lavoro che precede e che segue l’erogazione del microcredito e che svolgiamo attraverso una rete di 70 Mentor volontari, persone con esperienza di impresa, economisti, commercialisti, ex bancari”. I Mentor volontari, infatti, svolgono un’attività di accompagnamento al microimprenditore sia prima dell’erogazione del microcredito, attraverso l’analisi dell’idea di impresa e il supporto alla redazione del business plan, sia dopo l’erogazione del microcredito attraverso la valutazione dell’andamento dell’attività. “Secondo i dati dell’ufficio nuove imprese delle Camere di commercio - conclude Ferretti - la mortalità a tre anni tocca il 36% delle nuove imprese. Abbiamo constatato, invece, che gli imprenditori che si rivolgono a PerMicro presentano una mortalità nel triennio successivo all’erogazione pari a circa il 22%. Crediamo che a fare la differenza sia proprio l’attività di mentoring e di assistenza e accompagnamento all’impresa”.  

Oltre all’attività di mentoring, l’associazione PerMicroLab si rivolge ai giovani under 35 attraverso il programma Youth Business Italy, un’iniziativa che ha l’obiettivo di potenziare il sostegno ai giovani imprenditori (18-35 anni), e il progetto Up to Youth, un percorso completamente gratuito di accompagnamento per giovani fino a 35 anni che vogliono approfondire la propria idea di impresa, che ha coinvolto otto città italiane (Bari, Catania, Genova, Milano, Napoli, Padova, Roma e Torino).