Genio, amori, misteri: l’uomo Beethoven visto da Corrado d’Elia

Corrado d’Elia, autore, regista e interprete di «Io, Ludwig van Beethoven»


Pubblicato il 10/01/2018

Un viaggio nel mistero Beethoven: perché il gigante della musica classica scelse di aspettare due lustri per comporre la mitica “Nona Sinfonia” avendone già la melodia in testa? È solo una delle domande che ricorrono in “Io, Ludwig van Beethoven”, one man show di Corrado d’Elia, per gli appassionati ormai un piccolo cult sulla figura del grande compositore tedesco.  

 

Con la passione interpretativa che lo contraddistingue, d’Elia, anche autore e regista, si lancia in una vivisezione teatrale della vita e del genio di Beethoven, in cui affiorano i temi più scabrosi a lui legati: dal difficile rapporto con il padre alla sua sordità; dagli amori contrastati alle proverbiali durezze caratteriali. “Io, Ludwig van Beethoven” porta lo spettatore nel mondo magico e misterioso dell’uomo che, con la sua musica sconvolse il proprio tempo. Lo spettacolo fa parte degli “Album” monografici che d’Elia, con la sua compagnia, ha dedicato ai grandi miti dell’arte e dell’umanità: tra questi, oltre a Beethoven, Moby Dick, Don Chisciotte e l’Iliade. 


Corso Magenta 24, fino al 14 gennaio, 10/24 euro  

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