La carica dei 100 mila: universitari da record ma mancano i servizi

“Mercato in crescita, ora la città deve cambiare”. Oggi l’incontro alla Cavallerizza promosso dalla “Stampa”

C’è un punto su cui i dati che fotografano la demografia di Torino parlano chiaro: con quasi 100 mila studenti che frequentano uno dei due atenei cittadini il capoluogo piemontese è una «città di universitari». Nella foto: una esibizione al Campus Einaudi


Pubblicato il 12/01/2018
Ultima modifica il 12/01/2018 alle ore 10:35
TORINO

C’è un punto su cui i dati che fotografano la demografia di Torino parlano chiaro: con quasi 100mila studenti che frequentano uno dei due atenei cittadini (il 15% della popolazione) il capoluogo piemontese è a tutti gli effetti una «città di universitari», che ha raggiunto livelli mai visti prima. Quello che non è ancora del tutto assodato, e che spinge a interrogarsi rettori, docenti e sociologi, è se Torino sia anche una «città universitaria». La differenza tra le due etichette non è di poco conto. Con la prima si indica una metropoli che conta tra i suoi residenti tanti giovani iscritti ad un ateneo; con la seconda, un’idea di città costruita intorno alle esigenze degli studenti universitari. A fare la differenza, quindi, ci sono residenze dove abitare, servizi pubblici per garantire il loro spostamento, sportelli informativi, un tessuto culturale e economico che garantisca loro svago ma anche un lavoro dopo che avranno conseguito il titolo di studio. E, sullo sfondo, i trasporti. Tanti aspetti da affrontare per le istituzioni, quindi, che diventano temi ineludibili se si devono amministrare aree su cui vivono 70mila studenti dell’Università, 30mila del Politecnico e lavorano 4mila dipendenti del primo ateneo e mille e 800 del secondo.  

 

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VOCAZIONE CITTADINA  

«Torino è una città, in questo momento, bloccata - spiega il professor Giovanni Semi -. Come altre città italiane, esce da un lungo periodo di crescita iniziato negli anni Novanta e passato attraverso la spirale della crisi». Ma il docente spiega anche altro, cioè come fare a uscire da questa impasse utilizzando le potenzialità degli atenei: «L’Università è molto di più di una semplice, benché nobile e duratura, istituzione culturale e attirando studenti, prende sul serio le loro idee e aspirazioni e le trasforma in innovazione e cambiamento - afferma -. Aprendosi ai mondi che intercetta, l’Università modifica la città di cui fa parte generando nuovi mercati: che siano quelli della casa, dell’offerta commerciale o quelli del lavoro». Mercati che, al momento, a Torino rappresentano i punti più dolenti per i giovani e gli studenti: «Gli affitti sono troppo cari e sulla città si sta stagliando una cappa repressiva su tutto quello che ruota attorno allo svago - afferma Enrico Forzese, studente che vive a Torino -. D’altra parte c’è da dire che le università sono molto buone sul piano della formazione e le nuove sedi costruite, come il Campus Einaudi, all’avanguardia». 

 

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PUNTI IN SOSPESO  

«Torino non è ancora una città universitaria è il primo problema da affrontare è quello della residenzialità per gli studenti - spiega Livio Sera, del collettivo Alter.Polis -. Sul diritto allo studio sono stati fatti molti passi avanti negli ultimi anni ma ci sono tanti universitari che faticano a trovare le risorse per mantenersi. Il rischio di attirare tanti studenti da fuori regione è quello di costruire un’attrattiva selettiva che perpetua le disuguaglianze». Oltre a questo c’è anche il problema della mancanza di spazi aggregativi per gli studenti e il discorso ‘movida’: «Una città è accogliente se vitale culturalmente e nelle occasioni di svago - afferma Sera -, l’impressione è che su questi punti si stiano facendo passi indietro e che non si abbia la lungimiranza di affrontare i problemi con anticipo».  

 

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OGGI L’INCONTRO  

Oggi, venerdì 12 gennaio alle 17, nell’Aula Magna della Cavallerizza Reale, si svolge il terzo incontro promosso da La Stampa e dall’Università degli Studi sul tema «Torino città dei giovani: alta formazione e qualità urbana» del ciclo di eventi «Unito Spazio Pubblico - L’Università per la città e il territorio».  

 

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