Carnevale sarà una festa blindata con transenne e divieti

Limiti agli spettatori, alcolici vietati e controlli sulle maschere. In campo anche le forze speciali. Così le nuove regole costringono le città a cambiare la tradizione delle giornate più sregolate dell’anno


Pubblicato il 14/01/2018
Ultima modifica il 14/01/2018 alle ore 13:15
torino

La festa della sregolatezza quest’anno si ritrova al guinzaglio. Quasi in gabbia, dietro le transenne. Per carnevale gli eccessi saranno limitati. Tutto blindato, perché le nuove regole sulla sicurezza non ammettono follie. E anche le maschere dovranno rispettarle: niente alcol e niente bottiglie, carri allegorici con pochi figuranti, numero chiuso nelle piazze e feste sotto controllo come in aeroporto.  

Vale per tutti: per la battaglia delle arance di Ivrea, per l’elegante parata di Venezia e per le grandi sfilate di Viareggio, Acireale e Cento. Dove la tradizione coinvolge anche i cavalli, come nel caso della Sartiglia di Oristano, le regole sono persino più rigide: alcoltest e verifiche antidoping. Insomma, quest’anno su la maschera, perché i rigidi protocolli sulla sicurezza non si possono violare neanche nei giorni più pazzi dell’anno. Perché basta poco per trasformare la festa in tragedia. E c’è già un brutto esempio: il dramma di piazza San Carlo a Torino. Dalla sera della finale di Champions finita nel sangue l’ordine per tutti è che non si possono ammettere leggerezze. L’ordinanza del ministro dell’Interno e la circolare del capo della polizia si devono rispettare alla lettera.  

 

L’organizzazione  

Al bando l’improvvisazione. Ogni evento dovrà essere pianificato con un vero e proprio progetto, da sottoporre all’esame della commissione pubblici spettacoli. Nel piano sarà necessario prevedere tutto: l’affluenza, gli spazi, i controlli, le vie di fuga, gli accessi controllati, i divieti e le informazioni per gli spettatori.  

 

Il numero chiuso  

Gli accessi dovranno essere controllati e calcolati con precisione. A sfilate e spettacoli non potranno assistere tutti: quest’anno scatta il numero chiuso. E per decidere quanta gente potrà assieparsi accanto ai carri allegorici bisognerà fare un calcolo da ingegneri: un numero massimo di persone per ogni metro quadro di strada o piazza. All’ingresso, poi, ci dovranno essere i vigilanti e si dovrà tenere conto di chi entra e di chi esce.  

 

I varchi  

Più o meno sarà come raggiungere il gate di un aeroporto: le piazze delle città in festa saranno accessibili solo attraverso i varchi. Ovviamente vigilati. E per questo in qualche città si pensa al biglietto d’ingresso o a sistemi elettronici di conteggio. Gli addetti alla sicurezza non potranno essere i soliti volontari: dovranno essere specializzati, con tanto di corso professionale, e iscritti al registro della prefettura.  

 

Niente alcol  

La festa quest’anno dovrà fare a meno dell’alcol. Le bottiglie saranno assolutamente vietate e questa non sembra una novità. Ma per evitare il solito bollettino di giovani in coma etilico, anche i bar e i locali delle città coinvolte dalle sfilate non potranno vendere alcolici. Ma per il divertimento non ci sono limiti. 

 

CHE COSA CAMBIA  

 

Viareggio  

figuranti schedati all’ingresso e numero chiuso sui carri  

Figuranti “schedati” elettronicamente. Prefiltraggio all’ingresso. Divieto tassativo di portare alcool sui carri. E un numero più contenuto di maschere a bordo per evitare problemi di sovraffollamento. Quello che si sta per aprire a Viareggio sarà un Carnevale più sicuro. Ma, garantisce Giorgio Del Ghingaro, sindaco della cittadina della Versilia, altrettanto divertente. E per ora l’incasso della prevendita, superiore a quello dell’anno scorso, sembra dargli ragione. Il Comune di Viareggio è proprietario della Fondazione che gestisce la tradizionale manifestazione che ogni anno attira migliaia e migliaia di persone. «Per questa edizione - spiega il primo cittadino - ci siamo adeguati alle norme previste dal cosiddetto decreto Gabrielli e, nel corso del tavolo di coordinamento che si tiene in Prefettura, abbiamo anche stabilito nuove regole per garantire maggiore sicurezza e limitare gli eccessi». Ecco le novità: saranno previsti controlli all’ingresso e gli stessi figuranti, così come gli addetti ai lavori, saranno dotati di una tessera magnetica, accompagnata da un documento di identità (in passato era prevista una fototessera). Per evitare comportamenti inappropriati, si è deciso inoltre di vietare l’alcool a bordo dei carri. «Questo non significa vietare i brindisi, ma solo limitare i rischi», precisa Del Ghingaro. Ma così non si corre il rischio di snaturare lo spirito del Carnevale che da sempre contempla follie e stravaganze? «Impazziremo con il divertimento e il piacere e la voglia di stare insieme» conclude il sindaco. 

 

Venezia  

Controlli con gli infrarossi così tutti saranno identificati  

Raggi infrarossi che individuano le varie figure, ma che non forniscono un’immagine nitida, evitando di violare la privacy dei cittadini: è il sistema rivoluzionario che Venezia sperimenterà per il Carnevale 2018 per “contare” i turisti e bloccarli quando si raggiungerà la cifra limite per la sicurezza. L’analisi informatizzata riguarderà soprattutto piazza San Marco, anche se poi tutti gli accessi alla città, dalla stazione ferroviaria al ponte della Libertà, saranno costantemente presidiati. Cecchini sui tetti, transenne che incolonneranno i visitatori verso i varchi presidiati dalle forze dell’ordine e squadre speciali anti-terrorismo che controlleranno la gente in maschera e identificando chi si cela sotto. 

Una strategia senza precedenti che ha spinto l’organizzazione del Carnevale veneziano - in programma dal 27 gennaio al 13 febbraio, con una festa speciale per San Valentino - a lanciare un appello ai turisti: nelle tre domeniche e martedì grasso chi vorrà essere sicuro della presenza in piazza San Marco dovrà giungervi con largo anticipo. Nei prossimi giorni sarà stabilito il tetto esatto di accessi che garantisca la sicurezza, il controllo e il movimento delle forze dell’ordine e del personale di soccorso. Chi arriva tardi, resterà fuori.  

Se il test del Carnevale sarà superato, i raggi infrarossi diventeranno il metodo scientifico per il censimento turistico: saranno, poi, appositi semafori a stoppare, nei giorni di straordinaria affluenza, i visitatori in eccedenza.  

 

Ivrea  

Alla battaglia delle arance dimezzati gli spettatori  

Sarà un carnevale sotto stretto controllo per il piano sicurezza imposto dalla prefettura di Torino, quello di Ivrea. Se, da un lato, verrà salvaguardata la battaglia delle arance, dall’altro cambierà tutto per quel che riguarda la sfilata del sabato sera (il 10 febbraio), quando dal balcone di palazzo civico farà la sua comparsa la Vezzosa Mugnaia. Ad attenderla, in piazza, non ci sarà più la marea di arancieri come negli anni passati: soltanto 100 componenti per le 9 squadre da getto potranno essere presenti. In piazza, così come durante la sfilata del corteo storico. Fatti i debiti calcoli, su 9000 appartenenti alle squadre, soltanto il 10% vivrà il sabato sera da protagonista. Quella che sarà ricordata come la circolare Gabrielli, cambierà per sempre anche questa manifestazione, tra le più note al mondo grazie alla battaglia delle arance, in grado di attirare turisti da ogni parte del mondo. Anche gli ingressi in città saranno monitorati da una particolare App per gli smartphone che darà il dato preciso sull’affluenza. Un sistema che permetterà di garantire il giusto afflusso nelle piazze durante la manifestazione. «Carnevale, qui da noi, si fa comunque da sé», assicurava pochi giorni fa Alberto Alma, il presidente del gruppo organizzatore. Eppure c’è voluta la consulenza di uno specialista, Giuseppe Amaro, della Gae Engineering, ex capo dei vigili del fuoco di Torino, per preparare un piano sicurezza all’altezza della situazione ma con costi più salati.  

 

Oristano  

Test antidroga alla Sartiglia. I cavalieri pronti allo sciopero  

Il rischio è quello di uno sciopero storico. Perché a Oristano la Sartiglia si è corsa anche durante la guerra e persino sotto la neve. Ma le nuove regole sulla sicurezza rischiano di mettere in crisi il più famoso carnevale della Sardegna, una tradizione che si ripete almeno 500 anni. I cavalieri mascherati che si sfidano nella corsa alla stella e che poi che danno prova di coraggio con le acrobazie in sella minacciano di stare a casa. Il sindaco Andrea Lutzu media e tenta di conciliare regole e tradizione. Finora l’antica corsa di cavalli di Oristano ha accettato solo le tribune e le transenne ai lati del percorso, ma dal 2018 le cose cambiano. Nel centro arriveranno i varchi, perché sulle strade trasformate in palcoscenico per due giorni ci sarà il numero chiuso. Ma a far infuriare i cavalieri c’è l’ipotesi dei test antidroga, di quelli sull’alcol e dell’antidoping sui cavalli. «Va bene che si eseguano i test poco prima della Sartiglia ma non possiamo accettare che ci vengano fatti per tutto l’anno - protesta il presidente dell’associazione dei cavalieri, Francesco Castagna - Va bene che si rispettino nuove norme sulla sicurezza, ma qui stiamo rischiando che la tradizione venga gravemente snaturata». «Non si può usare la tradizione per giustificare la leggerezza nell’applicare le regole - ribatte il questore Giovanni Aliquò - Non può esistere un’Italia che scrive le leggi e un’Italia che non le rispetta». E come se non bastasse, quest’anno i cavalieri della Sartiglia, dovranno anche dimostrare di non avere precedenti penali.  

 

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