Aumentano i poveri e a Omegna la San Vincenzo ha venduto una casa per far quadrare i conti

La presidente Titti Cane Zanasi: “Sempre più persone ci chiedono aiuto”


Pubblicato il 18/01/2018
Ultima modifica il 27/01/2018 alle ore 12:23
OMEGNA

L’appello arriva da Titti Cane Zanasi, storica presidente della Conferenza di San Vincenzo. «Cari omegnesi, mettiamoci una mano sul cuore». Sottinteso: chi può, anche nel borsellino. Sapendo che basta poco per andare incontro alle necessità di centinaia di persone che quotidianamente non sanno nemmeno cosa mangiare.  

«Viviamo un momento difficile per la situazione di crisi che ben conosciamo che investe strati sociali diversi - spiega la presidente -, in questo periodo stiamo completando un progetto finanziato dalla Fondazione Comunitaria che permette a un alto numero di persone di poter acquistare beni di prima necessità, alimentari in particolare, nei supermercati Savoini.  

 

 

Inoltre grazie al sostegno sempre della Fondazione, stiamo iniziando a lavorare sul programma “La salute innanzitutto” per offrire cure dentali a persone che non possono permetterselo e paghiamo ticket per esami a chi ha gravi difficoltà economiche e medicinali che non rientrano tra quelli del servizio sanitario nazionale». Tra una descrizione e l’altra, l’idea di un progetto: nella sede della San Vincenzo arriva il furgone con i prodotti del Banco alimentare di Milano.  

 

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I problemi con i conti

L’associazione, che Titti Cane presiede da 25 anni, e che lascerà entro fine mese per statuto restando però nel direttivo, ha chiuso il bilancio 2016 con un passivo di 2.756 euro: a fronte di 38.390 euro di entrate, le uscite sono state di 41.146 euro. Sempre più difficili far quadrare i conti e le difficoltà sono in aumento.  

 

 

«Lo scorso anno ci siamo trovati a dover vendere una casa che ci era stata lasciata come donazione perché le spese di manutenzione straordinarie, tetto da rifare, impianti elettrici e idraulici obsoleti e non più a norma, ammontavano a oltre 100 mila euro: una cifra che non era alla nostra portata - conclude Titti Cane Zanasi -. Molti omegnesi sappiamo non l’hanno presa bene, ma non avevamo alternative». Dalla vendita dell’edificio sono stati recuperati 250 mila euro che verranno utilizzati nel tempo per aiutare i bisognosi. L’ultimo bilancio ha visto 86.096 euro di entrate (di cui 50.000 solo di acconto per la vendita della casa) e 77.885 euro di spese. 

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