Omegna riscopre l’eroe dimenticato, agente segreto al servizio della Resistenza

Il finanziere Bachisio Mastinu fa uno «007» durante la lotta di Liberazione ma non parlo mai delle sue imprese che a 29 anni dalla morte vengono riscoperte

Carla Rita Mastinu con la foto del padre Bachisio, morto nel 1989 a Ornavasso


Pubblicato il 19/01/2018
Ultima modifica il 19/01/2018 alle ore 11:39
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Finanziere Bachisio Mastinu, agente segreto al servizio della Resistenza nel Vco. Un eroe dimenticato. Chi lo conobbe lo ricorda orgoglioso della sua appartenenza alle Fiamme gialle, gioviale e disponibile, dal sorriso contagioso, ma anche estremamente riservato. Come si conviene a chi è chiamato a servire la patria in operazioni coperte da massima segretezza, ancor più in un periodo terribile come la guerra di Liberazione.  

Una storia in gran parte sconosciuta quella del finanziere che all’indomani dell’8 settembre 1943 decise di «arruolarsi» nelle fila della Resistenza. La sua vicenda è venuta alla luce solo due anni fa, grazie alla ricerca negli archivi della guardia di finanza del maggiore Gerardo Severino (collaborato del giudice Giovanni Falcone) scavando tra i faldoni pieni di documenti riservati del comando a Roma. Quelle carte l’ufficiale le ha lette, è rimasto affascinato dalla figura e dall’eroismo dello «007» sardo che prestava servizio nel Borgomanerese e nel Vco e ha scritto un libro, «La vita per l’Italia» pubblicato da Delfino editore.  

 

«Una storia straordinaria che ha colpito tutti - scrive il maggiore Severino -, durante l’occupazione tedesca dell’Italia del Nord Bachisio Mastinu si arruolò volontariamente nei servizi segreti del Corpo volontari della libertà combattendo una lotta durissima contro i nazifascisti».  

Una storia in parte ancora da scrivere perché alla fine della guerra, pur ricevendo una medaglia d’argento al valor militare e attestazione da parte dell’esercito americano (aveva anche rischiato la fucilazione), del suo ruolo e dell’attività svolta non parlò mai con nessuno, nemmeno con la famiglia

 

La sorpresa dei familiari  

«Anche noi abbiamo scoperto solo due anni fa chi era papà e quello che fece nella Resistenza - racconta la figlia Carla Rita, che abita ad Omegna -. Solo mamma sapeva, ma nemmeno lei ci parlava molto di cosa era stato capace nostro padre e quali atti di eroismo aveva fatto. Dopo le ricerche fatte dalla guardia di finanza, che hanno fatto emergere la sua figura, molte cose le abbiamo capite. La sua ammirazione per l’esercito degli Stati Uniti, l’amicizia con Aminta Migliari, il comandante partigiano “Giorgio”, (componente del servizio informazioni patrioti, ndr) che fu padrino al battesimo di mio fratello Antonio».  

 

Perché tanta riservatezza? «Perché era nel carattere di mio papà - prosegue la figlia -, non si vantò mai delle imprese compiute, non chiese mai riconoscimenti se non quelli che gli venivano attribuiti da militari. Aveva un profondo senso dell’onore e dell’amore per la patria». 

 

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Che fu un personaggio importante lo dimostra anche il «certificato di apprezzamento» che gli consegnò l’Ufficio servizi strategici del governo degli Stati Uniti. A guerra conclusa gli americani vollero restasse ancora in servizio come «agente capo» per un anno. Tornato a fare l’appuntato della guardia di finanza a Omegna, negli ultimi anni si trasferì a Ornavasso dove è morto nel 1989 e dove è sepolto. Alla presentazione del libro, avvenuta a Bolotana (Nuoro) paese dove era nato nel 1909 Bachisio Mastinu, c’era anche il generale della guardia di finanza Luciano Carta e il Comune sardo ad aprile gli dedicherà una via. «Non chiediamo nessun riconoscimento se non ricordare mio suocero, e di questo abbiamo parlato con le amministrazioni di Ornavasso e Omegna, e con lui tutti quegli uomini e donne che ebbero un ruolo nella Resistenza ma sono tornati nell’ombra - aggiunge Franco Barigozzi, marito di Carla Rita -. Ci piacerebbe presentare il libro del maggiore Gerardo Severino nel Vco per far conoscere Bachisio Mastinu ed eventualmente poter vedere pubblicate le sue “memorie”, la grande mole di appunti che lui scriveva nel suo diario». 

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