Pallanza, la richiesta dei cittadini: “Tutelate le magnolie durante i lavori sul lungolago”

L’agronomo assicura: “Interventi nel periodo migliore dell’anno: le piante solo al sicuro”

Il lungolago di Pallanza con le magnolie (foto archivio)


Pubblicato il 19/01/2018
Ultima modifica il 19/01/2018 alle ore 18:47
verbania

«Pazzesco». «Un’altra ferita al lungolago di Pallanza». «Come si può autorizzare un simile intervento?». Questi e tanti altri di analogo tenore i commenti della polemica esplosa sul web a proposito dei lavori di riqualificazione del lungolago di Pallanza tra l’imbarcadero e largo Tonolli. A suscitare le reazioni è il trattamento riservato alle magnolie, le cui radici sono messe a nudo per lo scavo e la posa di cemento e porfido del nuovo spazio pedonale affacciato sul corso. Il timore è che ciò comprometta la sopravvivenza delle piante.  

«Non sono un giardiniere, però credo che se tagliano le radici a un albero questo non ne sia tanto contento. E’ quanto si sta facendo alle magnolie centenarie del lungolago» commenta Enzo Azzoni, dando il via a una serie di condivisioni e altri commenti sul caso.  

Il progetto di sistemazione della zona riserva per la verità una specifica attenzione alla cura del verde pubblico con interventi che saranno eseguiti nella fase conclusiva dei lavori: modifiche per alcune piante, nuovo filare di oleandri verso il lago, rifacimento della zona a prato, nell’ottica di recuperare visibilità e apertura verso il lago.  

 

«Per quanto riguarda le magnolie - dice l’agronomo Ivo Rabbogliatti - se ne prevede il taglio di una pericolosa e di un’altra per fare spazio a una delle calate a lago. Si provvederà però anche alla piantumazione di tre nuovi esemplari». Sulle eventuali conseguenze dello scavo in corso i progettisti non sono preoccupati: «Quando si taglia il prato per fare la calata, intercettare le radici superficiali è inevitabile. D’altra parte si esegue il lavoro nel periodo dell’anno migliore e appena ci sarà la ripresa vegetativa faremo trattamenti rinforzanti con specifiche sostanze biostimolanti al fine di favorirne la ripresa. Quindi le magnolie sono al sicuro». 

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