Ambulanze con gli zoccoli: a Genova la Croce Bianca va a cavallo

Assistenza alle manifestazioni montane, prevenzione incendi, segnalazione di discariche abusive sono alcuni dei servizi che i volontari della Croce Bianca di Genova svolgono a cavallo. Nell’entroterra ligure andare a cavallo invece che con la macchina ha i suoi vantaggi e aiuta a riscoprire il legame con la natura


Pubblicato il 20/01/2018

Serve un aiuto? Arrivano Fredo, Scudo, Matilda e Giacinto. Non offrono mani ma quattro zampe. Sono i cavalli della Croce Bianca di Genova, un’unità mobile di primo soccorso: delle vere e proprie ambulanze “con gli zoccoli”. Perfette per non danneggiare l’ambiente con smog e rumori e soprattutto per raggiungere le località impervie dell'entroterra ligure, zone spesso tenute sotto scacco dalle intemperie. 

 

La Liguria è una regione che di dissesto idrogeologico se ne intende: stretta tra le sue montagne che si specchiano nel mare, è attraversata da torrenti asciutti per molti mesi dell’anno, che nel giro di brevi intense piogge esondano, creando diversi problemi. 

 

 

“Nelle zone interne liguri, basta una frana e un paese diventa isolato - spiega Sara Elena Dal Bianco, volontaria a cavallo e nella vita biologa e insegnante di equitazione - anche con la recente alluvione del 2016 ci sono state molte strade bloccate, ma laddove non arrivano le macchine arrivano i cavalli e siamo stati contattati per portare legna, beni di prima necessità e farmaci”. 

 

Assieme alla Dal Bianco la squadra si compone di Monica Pavani, Elena Carbone e Massimiliano Segreto, Responsabile mezzi della Croce Bianca di Genova. È lui ad aver proposto l'idea nel 2014, rispondendo a un bisogno della città in modo creativo ed ecosostenibile. 

 

 

Tra i servizi principali a cavallo c'è l'assistenza alle manifestazioni montane. Genova è circondata da colline sormontate da fortezze; palcoscenico ideale per scampagnate fuori porta e per eventi sportivi e naturalistici. “Siamo volontari di croce bianca, quindi attrezzati per il pronto soccorso e con noi portiamo sempre un defibrillatore semiautomatico (DAE)”, dichiara Dal Bianco. 

 

I boschi a ridosso della città rendono Genova una città vulnerabile alle fiamme per questo i volontari periodicamente battono le zone verdi svolgendo attività di prevenzione incendi: “È un servizio che ci impegna anche per diversi giorni, a seconda del percorso da monitorare, ci organizziamo dormendo in rifugi e quando vediamo situazioni sospette segnaliamo ai carabinieri forestali” racconta la biologa. 

 

 

Girovagando nei boschi si devono sempre tenere gli occhi vigili: “Con il maltempo capita che alberi caduti blocchino i passaggi, per questo tra i nostri compiti c’è la pulizia dei sentieri, con motoseghe e decespugliatori; inoltre controlliamo che nascosto tra il verde non si nasconda qualche discarica abusiva che prontamente denunciamo”.  

 

“Sono cavalli abituati a stare tra la gente, non si spaventano dei clacson e delle sirene, come dimensione sono dei doppi pony , hanno un’altezza intorno ad un metro e mezzo, sono quindi ideali per addentrarsi con facilità nei boschi - chiarisce Dal Bianco - è bello vedere come i bambini e le persone si avvicinano incuriositi, cercano un contatto con l'animale; attraverso questa modalità svolgiamo un doppio servizio, assieme al primo soccorso trasmettiamo anche l’amore per la natura”. 

 

 

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