Emarèse si prepara a bonificare il 2° lotto delle cave di amianto: costerà 13,5 milioni di euro

I lavori inizieranno in primavera e dureranno tre anni


Pubblicato il 02/02/2018
EMARèSE

«Stiamo lavorando per preparare l’appalto per il secondo lotto, il più importante. A fine primavera inizieranno i lavori per un importo di 13 milioni e mezzo di euro, finanziati dal ministero dell’Ambiente». Così la sindaca di Émarèse, Lucina Grivon, ha fatto il punto della situazione sulla bonifica dell’amianto. «Nella prima fase si è intervenuto nel punto più critico, ma facilmente accessibile - continua la sindaca -. Ora si tratterà di bonificare e mettere in sicurezza una zona più ampia con molte micro-gallerie, in un punto difficile da raggiungere, a monte dell’abitato di Éresaz. Per questo motivo dovranno essere realizzate delle piste di cantiere e si dovrà forare in roccia, lavorando in parete. Gli interventi dureranno tre anni e dopo tutta l’area delle cave di amianto sarà bonificata».  

 

A garantire la tutela della salute dei cittadini è l’Arpa che ha installato tre centraline per il monitoraggio dell’aria e, in collaborazione con l’Usl, tiene costantemente sotto controllo il livello di amianto. Nei tre anni di lavori del primo lotto, iniziati nel 2014, i residenti di Chassan e i proprietari di seconde case a Settarme, utilizzate quasi tutto l’anno, hanno visto modificato il territorio. «L’area di accesso alle abitazioni era stata chiusa - continua la sindaca - ed era stata costruita una pista che costeggiava l’abitato per permettere ai proprietari delle case di spostarsi». 

 

In questi anni è stato pulito il cratere in cui era portato il materiale di risulta ed è stato impermeabilizzato. Il materiale è poi stato rimesso in cava e ricoperto di terra vergine. «L’unico problema del secondo lotto sarà la non disponibilità di alcune zone boschive per le passeggiate - continua Grivon -. Le grotte da sigillare con terra vergine sono sparse ovunque e alcune zone dovranno essere chiuse per permettere di lavorare in sicurezza. Anche la zona del laghetto fantasma, che la leggenda vuole appaia solo nei periodi di prosperità, sarà chiusa creando qualche disagio agli amanti delle passeggiate». Ma la sindaca prevede che, a termine dei lavori, vi siano degli sbocchi turistici: «Auspico che ciò che è stato un problema diventi un atout turistico. In futuro lavoreremo per trasformare due gallerie panoramiche in zona visitabile. È un progetto ambizioso, ma ce la faremo a trasformare l’area dell’attività estrattiva, cominciata nel 1872 e conclusasi nel 1970, in un punto di attrazione». 

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