Al Museo diocesano di Asti testimonianze tra ’600 e ’700 dei vescovi mecenati di artisti e orafi

Stefano Zecchino direttore del Museo diocesano


Pubblicato il 02/02/2018
asti

La mostra «Per promover alla devotione» al Museo Diocesano San Giovanni di Asti (via Natta 36), rappresenta una interessante testimonianza del mecenatismo vescovile astigiano. Il quale ha contribuito a tramandare alla storia e alla collettività, un prezioso patrimonio che, al di là della funzione religiosa che ha assolto nel tempo, va considerato il frutto di una attività svolta da grandi maestri nel campo dell’arte. 

La rassegna, promossa dal Museo e dall’Archivio storico diocesano, con la collaborazione della Città di Asti, dalle Fondazioni Cassa Risparmio Asti e Palazzo Mazzetti, fa da corollario a quella allestita a Palazzo Mazzetti dal titolo «Nella città d’Asti in Piemonte. Arte e cultura in epoca moderna», che svolge in modo esauriente il tema dell’arte nell’Astigiano tra il ‘600 e ‘700. 

Al Museo Diocesano, come dice il direttore Stefano Zecchino, «l’esposizione non solo propone al visitatore la conoscenza del gusto artistico di queste significative figure di vescovi, gusto espresso nei manufatti realizzati per “promover” (essere utile) alla liturgia e alla devozione, ma anche come queste opere d’arte divenissero mezzi per esercitare influenza politica sul territorio». 

Il percorso si apre con il ritratto di Innocenzo Milliavacca (vescovo di Asti dal 1693 al 1714) realizzato da un artista astigiano nel XVIII secolo e due copie coeve. Nel quadro il prelato tiene in mano la croce pettorale ricca di smeraldi, il cui originale è esposto con altri esemplari appartententi al Tesoro della Cattedrale. Attraverso i loro ritratti, vengono ricordati i vescovi Giuseppe Felissano (dal 1741 al 1757) e Paolo Maurizio Caissotti (del 1762 al 1786). Altra opera d’arte, tra le tante, è il «cabreo» fatto compilare da Milliavacca - oggi conservato all’Archivio storico diocesano - corredato di una mappa che raffigura e descrive analiticamente tutte le proprietà fondiarie della Mensa vescovile dell’epoca. 

 

La mostra è aperta fino al 25 febbraio. Orari: venerdì 15-18, sabato e domenica 9,30-13 e 15-18. Visite anche su prenotazione. Info: 0141/592.176; museo@sicdat.it; museo.sicdat.it. Ingresso a offerta. 

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