Ad Asti un corso per comprendere e giocare con le fiabe

Daniele Ferrero, professore di filosofia appassionato di esoterismo ha elaborato un mazzo di carte per creare racconti magici. E ora spiega in un corso i significati citando Freud, Jung e l’alchimia

Le carte delle fiabe elaborate da Daniele Ferrero,


Pubblicato il 11/02/2018
asti

Fin da piccolo è stato affascinato dai simboli e dal loro significato. Daniele Ferrero, 52 anni, originario di Mombercelli, da oltre vent’anni insegna filosofia e storia al liceo classico «Alfieri» di Asti. Parallelamente ha coltivato la sua passione per l’esoterismo curando il sito www.labirintoermetico.com e tenendo corsi su argomenti come alchimia, cabala, I Ching, simbolismo del tempo, geomanzia e mnemotecnica. Ha applicato le sue conoscenze a un singolare mazzo di carte con cui è possibile creare una quantità pressoché infinita di racconti e terrà un corso per illustrare come funzionano le fiabe tradizionali. 

 

Il corso  

Dal 27 febbraio nella biblioteca del Seminario di Asti Daniele Ferrero terrà il corso «L’interpretazione delle fiabe». Prevede 10 lezioni dalle 21 alle 23 ogni martedì. Il corso proporrà un’introduzione alle caratteristiche delle fiabe popolari e le interpretazioni narrative, antropologiche e strutturaliste proposte da studiosi come Aarne-Thompson, Propp, Holbek, Campbell, quelle psicoanalitiche secondo Freud e Bettelheim, quella junghiana attraverso gli archetipi della fiaba e il processo di individuazione, fino ai richiami all’Alchimia. Info e adesioni: danyferr@gmail.com, 333/48.01.629 (dopo le 14). 

 

Le carte  

Il mazzo delle Carte delle Fiabe è stato disegnato dall’artista Nicola Vanore. Si compone di 94 carte che rappresentano i simboli fondamentali che compaiono nelle «fiabe di magia» della tradizione popolare. La loro classificazione si ispira alla psicologia analitica di Carl Gustav Jung. Le carte sono divise in quattro categorie: personaggi, animali ed elementali, luoghi e tempi, oggetti. Il mazzo è accompagnato da un libretto che illustra significati e regole del gioco. Si può ordinare sul sito www.labirintoermetico.com.  

 

 

Com’è nata la sua passione?  

«Avevo 11 anni e rimasi affascinato dallo zodiaco. Ero galvanizzato da quei simboli e ho cominciato a leggere di tutto. A 16 anni ho scoperto l’alchimia. Non mi sono più fermato. Da lì è nato l’interesse per la filosofia che poi ho studiato all’università». 

 

In che cosa si è laureato?  

«Filosofia medievale, studiando l’Ars Combinatoria di Raimondo Lullo. Intanto mi sono occupato anche dei manoscritti di Newton, che come tanti scienziati dell’epoca, studiava anche l’astrologia. Oggi è materia da rotocalchi, ma un tempo si studiava all’università ed era praticata da tutti gli scienziati passati alla storia». 

 

Nell’antichità gli studi matematici comprendevano la musica. La interessa?  

«In effetti sì. Sono diplomato in clarinetto e ho studiato per qualche anno composizione. Dirigo un coro a Mombercelli e ho anche composto alcuni brani, come uno “Stabat Mater” per soli e coro». 

 

Torniamo alle fiabe. Come le è venuta l’idea delle carte?  

«Avevo trovato un mazzo su una bancarella che proponeva un gioco di simboli molto semplice. Invitava a dare interpretazioni a proprio piacimento. Allora ho cercato un criterio più rigoroso per dare ordine a questi simboli e ho pensato alla fiaba. È un universo affascinante e ricchissimo, e contrariamente a quanto si possa pensare, veicola significati molto profondi. Così ho cominciato a riflettere come elaborare un gioco partendo dalla vasta letteratura sull’argomento, ed è nato il mazzo». 

 

Come funziona?  

«Ho accluso un libretto in cui suggerisco alcuni metodi per giocare. Vedo che funziona come gioco di società, ci si diverte senza tanti sforzi. Per dare un senso ai vari significati ho utilizzato l’analisi junghiana, mentre per la struttura ho tenuto conto degli studi di carattere strutturale di Propp, che ha individuato gli elementi cardine delle storie di magia. Ho fatto tesoro anche del lavoro di uno studioso del folklore nordico, Holbek, e di Joseph Campbell, teorico del “viaggio dell’eroe”». 

 

Il riferimento ai padri dell’analisi della mente, Freud e Jung, suggerisce anche la possibilità di una crescita personale?  

«Chi vuole può utilizzare queste carte per un percorso di analisi. Esistono molti studi sull’importanza delle fiabe nella formazione dell’individuo a partire dal classico di Bettelheim fino agli studi della junghiana Marie-Louise von Franz. Se questo corso funzionerà, intendo proseguire concentrandomi sulla storia di Pinocchio. Al proposito ho realizzato anche un mazzo di 36 carte specifico sulla favola di Collodi dal carattere soprattutto simbolico». 

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