Asti, capitale del vino, vuol diventare un brand

Il Consorzio della barbera presenta i dati della produzione 2017: Poi il confronto sul futuro del territorio


Pubblicato il 12/02/2018
asti

Asti città del vino. Asti capitale della Barbera e del Moscato, punto di riferimento per un terra patrimonio Unesco. «È arrivato il momento di cambiare passo – l’invito di Filippo Mobrici, presidente del consorzio di Tutela della Barbera -. Il marketing del vino è un marketing di territorio. Solo così daremo valore aggiunto ad ogni bottiglia di vino Made in Asti». Questa mattina, 12 febbraio, a Palazzo Mazzetti, verranno svelati i numeri della vendemmia 2017. «Scarsa come produttività, ma ottima in qualità – aggiunge Mobrici -. Questo è un dato di partenza che ci permetterà di mantenere gli standard a cui i consumatori di tutto il mondo si sono abituati». 

Un brand da esportazione

I vini astigiani ora sono un brand. Un brand che va oltre il prodotto commerciale, la vendita nel singolo paese estero. La bottiglia di vino è una finestra sul territorio di produzione. Intorno a questo marchio l’economia dell’Astigiano sta crescendo e la produzione enologica è solo un parte dello scacchiere. «C’è il turismo che cresce, la voglia di vedere dove nascono i nostri prodotti e la costante propensione dei vignaioli ad accogliere oltre che a fare promozione, di persona, nei vari mercati nazionali ed internazionali». – prosegue nella sua analisi Filippo Mobrici. «Paesaggi della Barbera d’Asti e dei vini del Monferrato: da patrimonio vitivinicolo a brand». È il nome della conferenza che si terrà oggi dalle 11. Un titolo che è un invito; la consapevolezza di ciò che sta cambiando e che cambierà nel futuro prossimo. Per farlo serve, però, sinergia. Non a caso alla presentazione saranno presenti: Michele Maggiora, presidente della fondazione Palazzo Mazzetti; Renato Erminio Goria, presidente della Camera di Commercio di Asti; Mario Sacco, presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Asti e Maurizio Rasero, il sindaco di Asti. Ora le terre delle Barbera sono di fatto una meta turistica internazionale. Crescono le presenze di turisti ed i «wine lovers» sono un pubblico esigente. «Dobbiamo offrire loro un sistema vino che unisca colline e città» conclude Mobrici. 

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